Viareggio

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PUCCINI ISPIRA LA GRANDE LIRICA A FUMETTI

Le trame di Turandot e Butterfly in versione “giovane” tra colori e nuvolette

Cinque opere di Puccini a fumetti, a colori e in doppia lingua, distribuite a teatro insieme al classico libretto di sala. È l’idea di Operacomix, all’anagrafe Manfred Schweigkofler (art-director del Teatro Comunale di Bolzano), Umberto Cristofaro (grafico) e Michele Cavosi (disegnatore). È un sodalizio bolzanino che ha puntato sulla nuvoletta per avvicinare alla lirica quella fascia di pubblico, giovani in primo luogo, tradizionalmente poco attratta dalle arie dell’opera.
Il team altoatesino ha esordito il 26 settembre con l’Aida di Giuseppe Verdi, presentata in versione fumetto al Teatro Comunale nell’apertura della nuova stagione lirica; il successo dell’operazione (vendute quasi tutte le 2000 copie stampate) ha convinto Schweigkofler e soci a metterein calendario Turandot 
(già pronti i personaggi), Tosca, Madama Butterfly, Bohème e Fanciulla del West.
Con l’obiettivo, proclamato alla rassegna del fumetto per eccellenza, “Lucca Comics and Games”, di realizzarne almeno tre entro l’estate 2008, per le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini.
«L’idea - spiega Schweigkofler - è nata osservando il pubblico in sala: poche e saltuarie le presenze dei giovani, generale difficoltà nella comprensione delle arie meno conosciute, libretti che in tal senso non aiutano, essendo pure trascrizioni del testo originale. Con Operacomix abbiamo cercato di risolvere queste problematiche». In poco meno di 50 pagine formato rivista, la “versione fumetto” regala un quadro simpatico e completo della trama, dei momenti cruciali, dei personaggi e delle grandi arie dell’opera rappresentata, rispettando fedelmente il testo (in lingua originale, anche se non riportato integralmente), la cornice storico- politica della vicenda e naturalmente i sentimenti dei protagonisti: «Ogni tavola - conferma la matita del gruppo, il trentunenne Michele Cavosi - nasconde uno studio profondo dell’opera, dalla ricerca sui costumi all’ascolto ripetuto delle musiche, perché sono queste nozioni ed emozioni che dettano le scelte in materia di tratto, linee e colori.
Per Turandot, ad esempio, i toni sono piatti e forti, domina il contrasto fra bianco e rosso acceso e le linee dei personaggi sono morbide e continue».
Sulla scelta del repertorio pucciniano selezionato per la “traduzione” fumettistica, Schweigkofler spiega: «Doveroso puntare sulle opere più famose e rappresentate, con un occhio quindi ai vari calendari teatrali; e far scoprire al pubblico più vasto le partiture meno celebri ma cariche d’emozione, come appunto la Fanciulla del West». Il sogno è presentare il prodotto finito al nuovo teatro all’aperto: “Non ho ancora avuto occasione di contattare la Fondazione Festival Pucciniano - conclude Schweigkofler - ma mi piacerebbe che il progetto accompagnasse le celebrazioni 2008 proprio a casa del Maestro».

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